Cathy O´Dowd

La prima donna ad aver scalato l’Everest nel lato nord e sud

Cathy O´Dowd speaker, keynote speech
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La sudafricana Cathy O’Dowd  è la prima donna che è riuscita a scalare l’Everest per entrambi i lati (nord e sud) e delle quattro volte che provò, ci riuscì in due occasioni.

Gli anni che passò sull’Everest furono per lei una laurea nell’arte di vivere. L’esperienza suppose un’importante scoperta di se stessa, dell’essere umano e dell’importanza di una squadra in circostanze e sfide difficili, che ha applicato non solo allo sport di montagna, ma anche ai suoi affari.

CathyO´Dowd continua ad essere un’avventuriera attiva. Nell’anno 2003 fece un audace ma infruttuoso intento di scalare un nuovo itinerario nell’impressionante lato est dell’Everest. Nella primavera del 2004 guidò una spedizione in bob trainati da cani attraverso le remote steppe dell’Artico norvegese fino al punto più settentrionale dell’Europa e nell’estate del 2005 affrontò le ripide mura di roccia del Parco Nazionale di Yosemite, una sfida  che riprese l’anno seguente.

Cathy O’Dowd è cresciuta a Johannesburg e già fin da piccola si è dedicata animo e corpo all’arrampicata. Quando stava terminando il suo master in studi di mezzi di comunicazione nell’università di Rhodes e lavorando come relatrice universitaria, vide un annuncio in un giornale che offriva un posto nella prima spedizione sudafricana sull’Everest.

In questo modo, diventò una delle 200 donne che competevano per far parte della spedizione sull’Everest e, alla fine, fu selezionata. La squadra seguì l’itinerario che Edmund Hillary rese famosa e, nonostante fosse la principiante del gruppo, il 25 maggio del 1966 Cathy O’Dowd raggiunse la vetta. Tuttavia, l’esperenzia ebbe un lato tragico, dato che il britannico Bruce Herrod, suo compagno di gruppo, morì nella discesa.

Nel 1998 affrontò la sfida di scalare l’insormontabile lato nord dell’Everest, in cui sparì il famoso George Mallory nel 1924. L’intento di Cathy terminò a poche ore dalla cima quando si arrestò per cercare di salvare un’americana moribonda. Nel 1999 ritornò di nuovo, con esito, diventando la prima donna al mondo ad aver scalato l’Everest in entrambi i lati.

Cathy O’Dowd ha scritto due libri sulla sua esperienza nell’Everest :“Everest: Free to Decide” come coautrice con Ian Woodall, e “Just for the love of it” . Nel 2000 diventò la quarta donna al mondo a scalare il  Lhotse, la quarta montagna più alta del mondo.

Nel 2015 ci ha prospettato un nuovo tema, sotto il titolo “Think like an explorer” ispirato alla spedizione sul Nanga Parbat, focalizzato su clienti interessati a come gestire circostanze incerte, in cambiamento, e come trovare l’innovazione.  La scalata al picco Mazeno di 8.000 mt. di altezza, è stata una sfida irraggiungibile per 35 anni. E anche la spedizione di Cathy era sul punto di fallire, per errori di giudizio, nel mezzo di condizioni che cambiavano continuamente. È un grande esempio di come provare nuove cose in un ambiente imprevedibile e ostile; di come un squadra deve provare ad adattare i piani mentre avanza con difficoltà. Contemporaneamente, il pubblico  ha la possibilità di votare per internet per prendere le proprie decisioni in maniera virtuale e si condividono alla fine della conferenza.

Cathy O’Dowd attualmente vive in Andorra, nella catena dei Pirenei, mentre prosegue la sua carriera di relatrice ed esplora le montagne d’Europa.

Think like an explorer

Dinamica di gruppo e leadership

Le sfide di assumere i cambiamenti

Muovere le montagne!

Motivazione personale e conseguimento degli obbiettivi

Rischiare tutto per una visione a 360˚

Gestione del rischio

JUST FOR THE LOVE OF IT

At 8am on 29 May Cathy O’Dowd, a 30-year-old mountaineer from South Africa, stepped onto the summit of Everest and into history. She had become the first woman to climb the highest mountain in the world from both its south (Edmund Hillary) and north (George Mallory) sides. To achieve this, Cathy has had to face the ultimate risks of Everest.

During her first ascent from the south in 1996, she and her team were trapped in the killer storm described in Jon Krakauer’s best seller Into Thin Air. They finally reached the summit, only to have the thrill of success snatched away when a team member disappeared on the descent. In 1998 Cathy, attempting the north side of Everest, stopped only a few hundred metres from the summit to try and help a dying American climber. The woman’s first words were ‘don’t leave me’. Yet Cathy eventually had to leave her to save her own life.

Now Cathy has captured the drama of her Everest climbs, her passion for the challenge of climbing mountains and her love for wild places in this story of her four attempts on the mountain. Cathy tries to answer the question of why, if climbing Everest can be so dangerous, people still want to do it. Featuring a new chapter exclusive to this electronic edition, Cathy shares the previously untold story of her fourth Everest expedition, an attempt to climb a new route on the seldom visited and very risky east face of Everest. Storms, avalanches and crevasses all contributed to an expedition fraught with difficulty.

This is a book of challenge, of adventure, of love and life and death. This is Everest, the world’s highest mountain, climbed ‘just for the love of it’.

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