José Manuel Durão Barroso

Presidente della Commissione Europea (2004-2014)

Primo Ministro del Portogallo (2002-2004)

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Politico portoghese, presidente della Commissione Europea dal 2004 fino al  2014. Anteriormente fu primo ministro del Portogallo (dal 6 aprile del 2002 al 29 giugno del 2004).

Durão Barroso si laureò in Giurisprudenza all’Università di Lisbona, studiò Scienze economiche e sociali all’Università di Ginevra e fu professore assistente nella facoltà di Giurispudenza a Georgetown, successivamente tornò a Lisbona e diventò direttore del Dipartimento di Relazioni Internazionali dell’Università Lusiada.

Nel 1995, Barroso fu eletto diputato nel Parlamento portoghese. Quattro anni più tardi fu designato presidente del PSD e, pertanto, leader dell’opposizione. Diventò Primo Ministro portoghese il 6 aprile del 2002; la sua politica fu caratterizzata da un conservatorismo economico e dall’appoggio alla Guerra d’Iraq.

In due anni, nonostante le critiche della sinistra, portò al successo la politica di austerità e ridusse il deficit a meno del 3%, secondo le richieste del Patto di Stabilità, grazie alla gestione della ministra della finanza, Manuela Ferreira Leite. Favorì l’installazione del mercato iberico, soprattutto, nel settore elettrico e delle comunicazioni e difese le eccellenti relazioni con la Spagna, superando definitivamente il complesso di inferiorità che, a suo giudizio, aveva spesso paralizzato i governi portoghesi.

Successivamente nel 2004, Durão Barroso fu designato presidente della Commissione Europea all’unanimità dai capi di Stato e di governo dei paesi membri, in una breve riunione del Consiglio Europeo celebrata a Bruxelles il 29 di giugno. Presentò le dimissioni come primo ministro il 5 luglio dopo che il presidente della repubblica, Jorge Sampaio, gli garantì che non avrebbe decretato la dissoluzione anticipata dell’Assemblea,ma che avrebbe concesso un’opportunità come primo ministro al suo successore alla guida del PSD, Santana Lopes.

Secondo l’impressione generale dei distinti gruppi parlamentari, il candidato designato dal Consiglio era un personaggio “simpatico e abile” che aveva saputo navigare con destrezza tra gli scogli. Il nuovo presidente difese in ogni momento “una Commissione forte e indipendente”. Il 12 agosto presentò a Bruxelles la nuova Commisione, a razon de un commissario per paese e cinque vicepresidenti, con predominio ideologico dei liberali.