Maurizio Molinari

"AFFARI GLOBALI, GEOPOLITICA E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE"

Capo redattore di La Repubblica (2020-24). Redattore capo di La Stampa (2016-20). Autore di bestsellers.

Maurizio Molinari speaker, conferencias, geopolítica
Inglés · Italiano

Maurizio Molinari è editorialista de La Repubblica specializzato in Affari Globali. È stato direttore editoriale de La Repubblica dall’aprile 2020 all’ottobre 2024 ed è uno dei giornalisti più conosciuti e apprezzati sia in Italia che all’estero.

Maurizio Molinari ha studiato al Manchester College e all’Università Ebraica di Gerusalemme prima di conseguire la laurea in Politica Estera e Storia presso l’Università di Roma.

Maurizio Molinari ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1984 presso La Voce Repubblicana. Ha lavorato su temi di Affari Esteri e Sicurezza in diversi giornali e reti televisive. Nel 1997 entra a La Stampa come corrispondente diplomatico, per poi essere assegnato a Bruxelles, New York e Gerusalemme-Ramala. Nel 2016 diventa direttore editoriale de La Stampa e lascia l’incarico nel 2020 per assumere lo stesso incarico presso La Repubblica.

 

Sia presso La Stampa che presso La Repubblica ha guidato la transizione digitale dei sistemi editoriali, riorganizzando le redazioni e ottenendo importanti risultati nella lettura digitale e nell’utilizzo dei social network come strumenti per un giornalismo di qualità.

 

Dal 1989 ha seguito i conflitti nei Balcani, nel Medio Oriente e nel Corno d’Africa. Tra i leader che ha intervistato figurano i presidenti degli Stati Uniti George W. Bush e Barack Obama; i segretari di Stato americani Mike Pompeo, Condoleeza Rice, Madeleine Albright e Henry Kissinger; i segretari generali delle Nazioni Unite Kofi Annan e Ban Ki-Moon; il colonnello Gheddafi; il re saudita Abdullah; i primi ministri israeliani Netanyahu e Simon Peres; il presidente israeliano Rivlin; il leader dell’OLP Arafat; il presidente palestinese Abbas; il comandante del PKK Öcalan; Il presidente curdo-iracheno Barzani e il presidente turco Erdogan.

Ha pubblicato in Italia 23 libri di politica estera, tra cui “Il Califfato del Terrore” (2015) e “Jihad” (2015). Il suo ultimo libro, La nuova guerra contro le democrazie(2024), affronta il modo in cui le autocrazie cercano di sovvertire l’ordine internazionale. È preceduto da “Contested Mediterranean”, sulla competizione tra Stati Uniti, Cina e Russia.

Esegue un podcast su ONE podcast: «Lezioni di Leadership: insegnamenti ed errori di grandi protagonisti della nostra storia».

Affari globali.

Geopolitica.

Politica estera e cooperazione internazionale.

Il futuro del giornalismo e delle fake news.

Terrorismo e populismo.

L’Europa contro l’antisemitismo.

Innovazione e tecnologia: comprendere il futuro.

La nuova guerra contro le democrazie: Così le autocrazie vogliono stravolgere l'ordine internazionale.

«Ci aspetta probabilmente il decennio più pericoloso, imprevedibile e allo stesso tempo più importante dalla fine della Seconda guerra mondiale.»

È l'ottobre del 2022, e a parlare è Vladimir Putin. È una constatazione, ma soprattutto una minaccia: il fronte delle autocrazie sembra essersi compattato negli ultimi anni per lanciare una sfida feroce all'ordine globale che ha governato la geopolitica dalla fine della Guerra fredda. Parole da prendere terribilmente sul serio, come fa Maurizio Molinari in questo saggio, individuando i cinque fronti caldi di una guerra ibrida che vede schierati da un lato i Paesi occidentali e dall'altro le principali autocrazie del pianeta: la Russia di Putin, la Cina di Xi, la Repubblica islamica iraniana di Khamenei.

Servendosi di mappe aggiornate e illuminanti, Molinari ci guida in un'analisi serrata degli sviluppi politici e militari in corso non solo nei campi di battaglia dell'Ucraina e del Medio Oriente, ma nelle aree contese sotto il profilo ideale ed economico della nostra stessa Europa e dell'Africa, del continente asiatico e dell'Estremo Oriente del planisfero.

Tutti «tasselli di un unico mosaico, la grande guerra d'attrito che Russia, Iran e Cina stanno combattendo, in maniera asimmetrica, contro le democrazie, al fine di metterle sulla difensiva, indebolirle e farle implodere per riuscire a ridefinire l'architettura internazionale di sicurezza».

Un viaggio avvincente dallo stretto di Taiwan a Karkhiv, dal centro della politica europea al Sahel, da Gaza alle isole contese del Pacifico, per spiegare che non è solo con le armi che si combatte. Una guerra ibrida che vediamo accendersi sui social, nell'informazione contaminata, negli attacchi cyber, nell'uso della religione e del nazionalismo. Una sfida epocale di cui siamo testimoni ogni giorno.

La nuova guerra contro le democrazie: Così le autocrazie vogliono stravolgere l'ordine internazionale.

Mediterraneo conteso.

«Tre potenze globali, una dozzina di medie potenze in competizione e cinque conflitti in corso fanno del Mediterraneo il cuore strategico del Pianeta.»

È un'affermazione secca nella sua dimensione descrittiva quella da cui parte Maurizio Molinari analizzando la situazione geopolitica del nostro tempo. Al centro c'è un Mediterraneo allargato che da Gibilterra arriva fino al Mar Nero, che dal cuore dell'Europa tocca a sud il Golfo di Guinea e più a est il Medio Oriente. Dopo aver approfondito le caratteristiche e gli interessi degli attori strategici - potenze globali e regionali - impegnati su questo decisivo scacchiere, Molinari individua le aree di crisi più calde, ricorrendo allo strumento delle mappe per raccogliere su un'unica tavola i fattori militari, economici, sociali che determinano le tensioni esistenti.

Senza dimenticare i fenomeni che più sono destinati a segnare il nostro futuro: il terrorismo, i cambiamenti climatici, le risorse energetiche, la demografia, le libertà individuali e politiche, i flussi migratori. Uno scenario in continua ridefinizione, un nuovo Grande Gioco in cui l'Italia, per geografia e non solo, si trova al centro.

Ancora una volta, con l'accuratezza del grande giornalista e la precisione dell'osservatore più raffinato, Molinari ci offre un volume illuminante, «un manuale per comprendere e un compagno per viaggiare in ogni angolo del nostro mare».

Mediterraneo conteso.

Atlante del mondo che cambia: Le mappe che spiegano le sfide del nostro tempo.

«Per comprendere nella loro complessità le trasformazioni e le contraddizioni che segnano i primi vent'anni del XXI secolo abbiamo scelto di sovrapporre geografia, infografica e analisi dei dati sui grandi temi con i quali Stati nazionali, popoli, aziende globali, movimenti, leader politici e singoli cittadini devono misurarsi per trovare una rotta e orientarsi in questo oceano in serrato divenire.»

Da sempre il nostro mondo è percorso da mutamenti e metamorfosi, tanto sul piano geopolitico quanto sul fronte economico e sociale. Mai però la velocità e la frequenza di tali trasformazioni ha raggiunto l'intensità di cui siamo testimoni dall'inizio del terzo millennio. Nasce da questa consapevolezza, e dall'urgenza di tratteggiare con chiarezza e approfondire le grandi tendenze in atto, l'idea di questo libro: uno strumento antico, quello delle mappe, unito alla più avanzata cartografia e alla ricerca sui dati per offrire al lettore la descrizione del mondo che cambia.

Individuando otto linee della trasformazione in corso - dai conflitti veri e propri a quelli latenti, dall'emergenza climatica alla ferita delle discriminazioni razziali, dalle diseguaglianze sociali al vento populista-sovranista, passando per il fenomeno migratorio, l'urgenza della parità di genere e l'emergenza sanitaria legata all'esplodere delle epidemie - Maurizio Molinari descrive il mutamento e ne anticipa le conseguenze profonde. E lo fa con l'acutezza dell'osservatore esperto e la lucidità del grande giornalista, mettendo a punto uno strumento prezioso per chiunque voglia esplorare, come un pioniere che traccia la sua rotta, l'orizzonte che sta prendendo forma. Che vuole essere compreso per poter essere governato, e in cui ognuno di noi ha il dovere di fare la propria parte.

Atlante del mondo che cambia: Le mappe che spiegano le sfide del nostro tempo.